Accoglienza alla nascita
Il Progetto Accoglienza alla nascita, nato nel 2000, parte dal presupposto che la cura dell’attenzione posta nei primi contatti con le famiglie, a partire dal momento della comunicazione della diagnosi, sia fondamentale per le scelte future delle stesse, incidendo sulla loro qualità della vita e sul loro benessere. Infatti, in questo frangente, la modalità di comunicazione struttura un terreno sul quale si svilupperà il processo successivo di relazione con i propri sistemi di vita e di rapporto con la sdD. Risulta cruciale in questo scenario il rapporto tra operatori sanitari e genitori, in quanto rappresenta un contesto fondamentale di costruzione di senso, in un momento della propria vita in cui le proprie aspettative vengono disilluse e alcune certezze vengono meno.
L’AIPD, per sostenere le famiglie in questo momento delicato legato alla nascita, ed accompagnarle nei primi anni di vita del figlio con sdD, si è mossa da tempo, operando sinergicamente con medici ed operatori, per trovare una prassi e un linguaggio comune su tutto il territorio provinciale. A tal fine era stato siglato, a nome del Comitato d’Intesa fra le Associazioni del Volontariato bellunesi, un Protocollo d’Intesa già nel 2002 con l’ULSS 2 di Feltre, e nel 2006 con l’ULSS 1 di Belluno.
Questi protocolli sono stati tradotti in linguaggio discorsivo e si è prodotto un opuscolo informativo, “Progetto Accoglienza” con lo scopo di:
- favorire la comunicazione ai genitori e familiari (siblings, inprimis) della diagnosi;
- agevolare una presa in carico precoce ed integrata del neonato e della famiglia da parte dei vari interlocutori chiamati in causa.
Vengono svolti degli incontri periodici tra i membri dei gruppi accoglienza delle due ULSS provinciali, allo scopo di: conoscere lo stato dell’arte del progetto, analizzare i fattori positivi e le criticità, integrare il gruppo con figure professionali nuove e dare nuovo impulso al gruppo. Attualmente si sta lavorando ad una nuova e più completa edizione dell’opuscolo informativo che viene dato ai genitori al momento della nascita.
Attività ludico sportive
L’AIPD sezione di Belluno, consapevole che lo sport possa costituire un’importante risorsa educativa e ludica per le persone con sdD, di tutte le età, da anni organizza attività di sportive a loro rivolte. Ogni disciplina sportiva, oltre ai benefici in termini fisici, porta con sé delle precise dinamiche che consentono ai ragazzi di interagire, di mettersi in gioco, di dimostrare quali possano essere le loro reali capacità e i loro limiti.
Le principali attività che vengono attivate con continuità da anni sono il corso di nuoto presso la piscina di Pedavena, l’attività motoria presso la palestra AICS di Santa Giustina, l’ippoterapia presso il Vincheto di Feltre, in collaborazione con l’Associazione Giacche Verdi.
Laboratori per i più piccoli
L’AIPD sez. di Belluno, consapevole di quanto sia importante aiutare i bambini con sdD dai 6 agli 11 anni a prendere coscienza dei propri sentimenti, valori e potenzialità per la propria crescita cognitiva e globale, propone interventi mirati che vanno a lavorare nelle varie aree di sviluppo fondanti la loro autonomia personale e sociale.
Per facilitare l’espressione dei concetti appresi a livello familiare e scolastico, mediante l’integrazione dell’apprendimento cognitivo con quello affettivo ed emotivo, si propongono pomeriggi in cui i bambini parteciperanno a delle attività ludico-educative in contesto extrascolastico, dove poter sviluppare attraverso il gioco nuove competenze.
I laboratori proposti variano a seconda dell’annualità.
Percorsi di autonomia
PERCORSI DI EDUCAZIONE ALL’AUTONOMIA SOCIALE
Il tema dell’autonomia delle persone con sdD è uno dei più sentiti dall’Associazione e le attività che ruotano attorno a tale questione sono operative ormai da più di 20 anni. Del resto è consapevolezza acquisita in tutti gli ambiti che una buona autonomia, personale e sociale, rappresenta uno dei prerequisiti fondamentali per garantire una buona inclusione sociale, dal nido alla scuola, dal tempo libero al lavoro, alla residenzialità. Affrontare il tema dell’autonomia ha voluto dire porsi, come operatori e come genitori, non solo l’obiettivo del raggiungimento di alcune competenze, ma riconoscere e favorire il cambiamento dalla condizione di bambino a quella di adolescente e di adulto.
Dal corso di autonomia per adolescenti si sono sviluppati nel tempo attenzioni e progetti sempre nuovi rivolti al mondo dei giovani e degli adulti nel tempo libero, nell’occupazione, nella residenzialità.
